Mono

Danza e voce: Kea Tonetti

Musica dal vivo: Tivitavi

Durata  variabile da 30’ a 60′

La parola giapponese Mono racchiude in sé molteplici significati: cosa, materia, persona, Spirito, Dio; per comprendere il significato nascosto della parola bisogna abbracciare la cultura animista, che riconosce lo spirito in ogni cosa, la sua energia, la sua memoria, ma anche un’entità divina specifica. Nella fisica quantistica la materia è composta principalmente dal vuoto, quindi ogni cosa e persona è una manifestazione differenziata di questo vuoto vibrante, per questo divina.

Una danza che si svuota dove la danzatrice fluttua come un fantasma, vuole aggrapparsi a memorie od emozioni generate dall’incontro con oggetti e lascia poi morire, svanire le forme, nel flusso del gioco della vita. Una musica fatta di vuoti e stratificazioni sonore, che trascinano la performance nel tempo del sogno, fluttuante, un altro spazio-tempo dove gli Spiriti e gli archetipi possono manifestarsi.

Presentata al Festival Rosenhof 2019, a  Tegernau,  e al  Festival Sommer Werft 2019  a Francoforte, D.