White-Hot

CompagniaKha
Danza e voce – Kea Tonetti
Musica dal vivo – Tivitavi

Cappello di carta lavorato a mano – Elena Borghi
Durata – 60’

L’essere avvolto da una cappa di giornali, sopraffatto dalle notizie che ogni giorno ci bombardano di pesantezza, cruda e superficiale verità; da una visione nera che avvolge il pianeta. Un mantello sciamanico, carico di memorie e impressioni, simboli delle sofferenze e degli attaccamenti umani: la paura di svanire, della morte, rabbie, discordie, sete di potere, di cui il petrolio in quest’epoca ne è l’emblema. Il mare urla, il ghiaccio si crepa, la natura selvaggia si ribella a questo amaro destino. Imponente ghiacciaio, memoria delle precedenti ere e custode dell’acqua dolce sul pianeta; luminosa luna nuova, splendente Dea Bianca, venerata dalle Isole Britanniche al Caucaso. I peli si rizzano, gli occhi si velano di lacrime, la pelle si accappona e scorre un brivido lungo la schiena. Quando appare, può tramutarsi in serpente, gufo, lupa, tigre, sirena o ripugnante megera, tremenda come lo scioglimento dei ghiacci e lo sconvolgimento della vita sul pianeta.

White-hot, il bianco dell’Artico, ultima frontiera della civiltà, dove la terra non ha confini, dove l’uomo è piccolo se si separa dalla natura. La compassione per le lacerazioni umane, dei bambini feriti che ancora litigano facendosi le guerre, perché in fondo al loro cuore, non sono stati visti ed amati. Bimbi da cullare e rassicurare, il paradiso è qui e ora e può esserlo per tutti su questa Terra.

Bianca Signora della vita e della morte,
Balena bianca, Madre di tutte le cose,
ci stai forse parlando in quest’epoca obnubilata dal nero petrolio?
Avvolto nel tuo luminoso silenzio,
l’essere si sospende nella bianchezza vuota dell’alba,
libero di agire.

( Kea )

Video delle prime due versioni brevi dello spettacolo.